Come accettare di ricevere critiche

Quando qualcuno ti rivolge una critica, tendi a prenderla sul personale?

Questa è l’ultima puntata della breve raccolta dedicata a chi vuole imparare a dare e a ricevere critiche senza averne paura. Riassume alcuni temi trattati da Barbara Berckhan nel suo libro Piccolo manuale per imparare a fare e a ricevere critiche. Se vuoi recuperare l’articolo precedente che spiega come fare critiche, il titolo è Come dare feedback negativi quando qualcosa non va.

In questo articolo affrontiamo il secondo tema spinoso: ricevere critiche. Perché dovremmo chiedere noi per primi un feedback all’altro? Come facciamo ad accettare le critiche quando ci colgono di sorpresa e a utilizzare ciò che ci viene detto per imparare? Come distinguiamo i distruttori di torri da chi invece è solo deluso e non vede l’ora che abbiamo il coraggio di cambiare le cose?

Prendi tu l’iniziativa, non subire la critica

“Una critica ben fatta può insegnarci tantissimo e migliorarci”, così afferma Barbara Berckhan. Tuttavia, è meglio se siamo noi a prendere l’iniziativa di chiedere un riscontro agli altri, perché sentirselo rivolgere senza il minimo preavviso può farci sentire impotenti e cogliere alla sprovvista.

Questi sono i tre buoni motivi per cui dovremmo sempre chiedere noi per primi un feedback:

  • puoi decidere tu quando riceverlo. In questo modo hai la possibilità di scegliere la situazione che ti è più comoda, per esempio l’ambiente, l’orario, la giornata in cui ti senti più a tuo agio.
  • Puoi prepararti: hai tutto il tempo che ti serve per armarti interiormente e predisporti ad accogliere l’eventuale critica in modo sereno.
  • Ti dimostri forte e indipendente, perché sei tu che assumi il comando della situazione, ed eviti così di sentirti vittima impotente e obbligata ad accettare tutto quello che ti viene detto.

Le domande da porre per facilitare un riscontro concreto

Se vuoi ricevere un riscontro che puoi poi utilizzare per migliorare, evita di chiedere all’altro un generico “Cosa ne pensi?”.

Meglio domandargli: “Ha qualche altro consiglio su come potrei migliorare questo progetto (lavoro, colloquio con i clienti, mail, presentazione)?”, “Secondo te cos’altro potrei cambiare?”, “Cosa manca, secondo te, ancora in questo progetto?”, “Cosa potrei lasciare e cosa invece dovrei cambiare?”.

Controlla di aver capito tutto

Può capitare che il tuo interlocutore ti risponda con delle frasi che non capisci o delle quali non te ne fai nulla. In questo caso, la soluzione migliore è porgli altre domande come: “Cosa intendi esattamente quando dici che non sono sufficientemente collaborativo?”, “In quali punti trovi il mio lavoro non dettagliato?”, “Cosa intendi di preciso quando dici che non sono stato chiaro?”.

In questo modo aiuti sia lui a essere più chiaro e dettagliato, sia te stesso, perché eviti di giungere a conclusioni affrettate e ti assicuri prima di tutto di aver capito bene. Questo è un passo estremamente importante per accettare davvero una critica con tranquillità.

Quando la critica ti coglie di sorpresa

La critica può però giungere anche a ciel sereno, quando non sospettiamo niente di brutto e non siamo preparati a ricevere quel giudizio negativo. Per esempio, quando, al temine di una faticosa giornata di lavoro, un collega sbotta: “Quel tuo comportamento di oggi non me l’aspettavo proprio. Hai deciso di confrontarti con la Direzione senza di me dopo che ho gestito tutta la pratica da solo con il cliente. Me l’avevano detto che sei un tipo ambizioso e che dovevo stare attento”.

Di fronte a questo comportamento così a sorpresa può benissimo capitare che ci sentiamo un po’ smarriti. Non sappiamo come reagire, e rimaniamo a metà tra la voglia di difenderci spiegando con rabbia tutto nel dettaglio e lo sbigottimento che ci lascia senza parole.

Cosa dobbiamo fare se ci criticano senza motivo

Prima di tutto fermati – questo è il consiglio di Barbara Berckhan. Se una critica ti coglie di sorpresa, evita di dare risposte affrettate, di giustificarti, di reagire in modo indignato, di difenderti. Rimani semplicemente stupito e in silenzio. E ripetiti questa frase: voglio prima di tutto capire cosa sta succedendo.

Questo atteggiamento è estremamente utile anche nel caso in cui la persona che ti critica è un cliente. Ascoltalo e lascialo parlare, anche se ti viene voglia di interromperlo perché sta dicendo cose non vere o perché conosci già la risposta. Non ce l’ha con te, sta semplicemente esprimendo la sua frustrazione.

Incassare una critica offensiva senza prendersela troppo

Ci sono persone che hanno il potere di buttarci a terra con poche parole. Sono i “distruttori di torri”, così li definisce Barbara Berckhan. Persone che con una o due frasi riescono a radere al suolo qualsiasi proposta, idea, soluzione, iniziativa, progetto possiamo avere. Senza mai fornire critiche costruttive o soluzioni alternative, ovviamente. Chi non ne ha mai incontrato uno nella propria vita professionale?

Come riconosciamo un distruttore di torri

“Tanto non ce la farai mai”, “È impossibile, non succederà mai”, “Non ne verrà fuori nulla di buono”, “Fa tutto schifo”, “È una vera cavolata”, “Non funziona”: queste sono le frasi tipiche di un distruttore di torri.

Elaborare e realizzare idee richiede un certo sforzo mentale e anche fatica. Questo è il motivo per cui alcuni adulti non hanno superato lo stadio del gioco con i mattoncini colorati e le torri da far cadere con immenso fragore: preferiscono distruggere. È più facile che costruire, e permette anche di non assumersi la responsabilità. Tanto loro l’avevano detto che non avrebbe funzionato, no?

Quali domande porre a chi distrugge qualsiasi proposta

Se temi di aver a che fare con un distruttore di torri e vuoi scoprire se in realtà ha qualcosa di utile da dire, puoi ricorrere a questo semplice test: chiedigli con voce calma e tranquilla “Secondo te cosa potrei cambiare?”, oppure “Se lei fosse al mio posto, come affronterebbe la cosa?, oppure ancora “Come potrebbe funzionare meglio?”.

Invita le persone a costruire con coraggio

Con queste domande lo inviti ad aiutarti nella costruzione, non nella distruzione o nella critica fine a se stessa. Se lui risponderà “Non ne ho idea” sai di trovarti di fronte a un vero distruttore di torri. Se invece ti fornirà informazioni o alternative utili, sai che forse è solo una persona che non pensa prima di parlare o che è amareggiata.

Ricordati che spesso i “bastian contrari” sono le persone più affezionate all’azienda. Sono semplicemente deluse da come stanno andando le cose e non vedono l’ora che arrivi qualcuno che smetta di prendere le critiche sul personale e abbia il coraggio di cambiare la situazione.