Finisci il lavoro che poi ti pago

Sandro Dalle Pezze

Sandro e il suo lavoro nel mondo del design della pietra: il cliente non va fregato, ma aiutato e condotto per mano. La vita è un cerchio e tutto ritorna

Io e Sandro ci siamo conosciuti tramite LinkedIn e la sua storia mi ha molto incuriosita. Ha accettato di raccontare un po’ del suo bellissimo lavoro per la rubrica #parliamodiclienti sono persone come noi.

Buona lettura!

Come ti chiami e di cosa ti occupi?

Sono Sandro Dalle Pezze e mi occupo di design legato al marmo e alla pietra. Mi piace trovare soluzioni nuove a necessità estetiche nell’ambito costruttivo e di arredamento. Il mio motto è “accarezzare la pietra”. Lavoro tanto di ricerca e di sperimentazione, amo la storia dei materiali e i loro potenziale nascosto.

Lavori da solo o con altre persone?

Sono un artigiano e lavoro in proprio e da solo, ma collaboro con tantissime aziende del settore e con altri artigiani. Il lavoro di gruppo dà a ognuno il proprio merito.

Chi sono i tuoi clienti? Come è il rapporto con loro?

Di solito lavoro con architetti o con aziende del settore del marmo. Qualche volta faccio progetti per privati, ma preferisco intervenire in fase di progetto quando il mio consiglio diventa utile e costruttivo.

Il mio rapporto con loro è di odio o amore. Odio quando non capiscono che ho bisogno di una certa libertà di azione e mi considerano un operaio, e quando mi fanno fare da banca ai loro lavori. Amore quando capiscono che ho una testa sulle spalle e che ogni mio consiglio nasce da una profonda conoscenza sia dei materiali sia delle tecniche di lavorazione e costruzione.

Ogni giorno per me è dedicato allo studio e alla ricerca per essere sempre pronto a tutto. A me piace sentirmi come un bambino che ha fame di conoscenza perché solo così mi sento vivo e si può costruire un percorso.

Mi racconti alcune delle soddisfazioni più grandi con loro?

La soddisfazione più grande c’è con tutti i miei clienti, quando nasce il cosiddetto feeling e vedo che mettono in pratica i miei consigli. I miei sono sempre consigli gratuiti e a volte anche controproducenti per il mio lavoro, ma la persone non vanno fregate.

Mi viene in mente un esempio specifico, te lo racconto. Una volta un mio cliente doveva fare undici bagni nella sua casa e otto erano di marmo. Fatto il primo mi ha messo a un bivio: come facciamo a fare gli altri sette in poco tempo se per il primo ci hai messo venti giorni?

Il mio consiglio è stato: intanto te ne faccio un secondo e nel frattempo posso seguire altre squadre che lavorano parallele a me (perché so dirigere bene un cantiere anche se lavoro spesso da solo). Ho capito che quell’approccio stava funzionando perché alla fine ho fatto sei bagni, una sauna, una lavanderia, tre cucine, un ingresso, una scala in marmo da tre piani, un salone da ottanta metri quadri levigati in opera, e sono rimasto nei tempi stabiliti di cantiere (un anno). Le squadre esterne hanno lavorato a singoli lotti, ma non hanno ricevuto credito di lavoro successivo e a ogni singolo lavoro il cliente ha cambiato squadra (in tutto altri due bagni e una lavanderia).
Per quanto riguarda i risultati mi ha portato che per i cinque anni successivi ho seguito tutti i lavori di manutenzione della villa (che non sarebbe il mio vero lavoro). Ma sopratutto posso raccontare di averla fatta io quella villa. In zona tanti si chiedono come sia fatta dentro. E io mi sento parte del progetto.

Quali sono o sono state le tue più grandi difficoltà nel relazionarti con i clienti?

La mia difficoltà più grande è sempre quella di chiedere i soldi: non ci sono portato. Sono molto bravo a chiederli per altri, ma non per me stesso.
La clientela usa sempre la frase: finisci il lavoro che poi ti pago. Ma io non sono una banca e per lavorare come artigiano ogni giorno si esce con delle spese considerate dal cliente minime, ma che non lo sono perché le devo sostenere io.

Siccome il mio lavoro è artigianale e specifico di un settore, ci sono poche persone che svolgono un lavoro simile con la stessa cura. Gli altri cercano sempre il massimo profitto con il minimo sforzo – e quindi di finire in fretta. Io invece preferisco seguire il progetto anche in fase di preparazione e cercare ogni singola difficoltà prima che avvenga.

Cerco di collaborare con qualsiasi altro artigiano e progettista per capire anche il loro lavoro, e per anticipare ogni necessità e trovare soluzioni spesso innovative o inattese. Il risultato finale è che se conteggiassimo tutto il tempo che perdo costo sempre meno di un singolo operaio semplice e non come una persona specializzata.

Queste difficoltà le ho risolte facendo bene i preventivi prima di iniziare un lavoro, mantenendoli fino alla fine e specificando nei particolari in cosa consiste tutto il mio lavoro. A parità di prezzo io faccio molto di più. Resto sempre più caro di quello che c’è sul mercato e quindi è il cliente stesso a scegliere la qualità.

Il risultato del mio approccio? Ho perso un po’ di lavoro ma ho acquisito sicurezza nel pagamento e più tranquillità nella vita.

Ad esempio, ho svolto dei lavori per una famiglia del settore marmo in ogni casa di loro proprietà. Dopo qualche anno che non ci lavoravo mi contattano per interessi di lavoro e scopro che si sono rivolti ad altri per le loro case in zona lago. E uno dei titolari mi dice che sarebbe stato meglio se li avessi fatti io perché sarei stato meno caro e il lavoro sarebbe stato più soddisfacente. Io ho risposto che all’ultimo lavoro sono stato pagato meno di quello che ho chiesto e quindi è giusto dare spazio anche agli altri!

Vuoi raccontare un episodio simpatico che ti è successo con i tuoi clienti?

Ero ancora giovane (avevo sedici anni) e d’estate, durante le vacanze scolastiche, andavo a lavorare in Svizzera con un mio zio per guadagnare qualche soldino per aiutare la famiglia. Dopo un’intera estate di lavoro all’interno di una villa a Zurigo, un giorno la proprietaria della casa mi chiama in disparte. Mi dà una busta e mi dice grazie con il suo italiano poco scorrevole. Io non la apro subito perché non capisco e mi ritiro ringraziando. Dopo un’ora, sul camion lungo la strada di ritorno, mio zio mi invita a guardare dentro e trovo una mancia: vale quanto un mese intero di lavoro in Italia!

Quelle persone mi avevano osservato ogni giorno per tutto quel tempo, non avevano mai visto un “finto lavoratore”, ma uno che, se c’era da fermarsi, si fermava, e se c’era da lavorare, lavorava indipendentemente dal fatto che loro fossero lì a guardare.
Mi piacerebbe rivedere quel gesto indipendentemente dai soldi – che comunque sono stati molto utili.

Cosa ti sentiresti di suggerire a chi vuole creare una relazione duratura con i suoi clienti?

Non saprei perché ogni persona ha un suo carattere e un suo modo di vedere la vita.

Io credo che nella vita i soldi non sono tutto e che il sorriso aiuti a risolvere molte situazioni difficili. Spesso è meglio un cappuccino a pranzo piuttosto che un piatto pieno di pastasciutta. Il miglior modo di guadagnare è quello di risparmiare (che non vuol dire mettere via i soldi, ma spenderli bene) e di investire meglio il proprio tempo.

Il consiglio che mi piacerebbe dare è di essere sempre un buon padre di famiglia in ogni lavoro e che il cliente non va fregato ma aiutato e condotto per mano. Alla fine la vita è un cerchio e tutto ritorna.

Cosa abbiamo imparato dal lavoro di Sandro Dalle Pezze:

  • dedica del tempo allo studio e alla ricerca per essere sempre pronto a tutto
  • fai bene i preventivi prima di iniziare un lavoro, specificando bene i dettagli
  • renditi disponibile al confronto e proponi soluzioni alternative al cliente
  • il sorriso aiuta a risolvere molte situazioni difficili
  • non fregare il cliente, ma aiutalo e conducilo per mano.

Grazie Sandro, buon lavoro!

#parliamodiclienti sono persone come noi

Sandro dalle Pezze – Stone Designer