Abbiamo creato la scuola che avremmo voluto frequentare noi

la scuola come volevamo noi

Moodart è la scuola che Elisa Sorrentino e Marika Deflorian sognavano da studentesse. Oggi formano giovani nella moda con passione, etica e relazioni che durano.

La scuola che avremmo voluto frequentare: la storia di Moodart

Abbiamo creato la scuola che avremmo voluto frequentare noi. È con questa frase semplice e potente che Elisa Sorrentino e Marika Deflorian raccontano Moodart, la Scuola di comunicazione per la moda con sede a Verona. Un sogno nato dall’amicizia, cresciuto con passione e costruito con cura.

In questo articolo ti racconto la loro storia: quella di due professioniste che hanno messo al centro dell’esperienza formativa non solo la qualità dei contenuti, ma soprattutto la relazione umana, l’ascolto e il rispetto per le persone che si affidano a loro.

Una scuola pensata per ispirare, formare e far crescere chi sogna di lavorare nella comunicazione della moda. Proprio come loro, anni fa.


Abbiamo iniziato in due, oggi siamo un team tutto al femminile

Siamo Elisa Sorrentino e Marika Deflorian e siamo le fondatrici e direttrici di Moodart, la Scuola di comunicazione per la moda che ha sede a Verona. Una, Marika, segue la didattica, mentre l’altra, Elisa, si occupa principalmente dell’area commerciale – anche se, in realtà, i ruoli non sono così netti e definiti: facciamo insieme moltissime delle attività.

Abbiamo iniziato nel 2011 occupandoci di tutto noi due. Adesso abbiamo un team di otto collaboratrici fisse (tutto al femminile), più una cinquantina di professionisti che insegnano nei nostri corsi.

Il rapporto con gli studenti è il cuore di tutto

I nostri clienti sono per la maggior parte giovani: ragazzi e ragazze neo diplomati, neo laureati o che hanno già avuto qualche esperienza lavorativa. Si rivolgono a noi con l’obiettivo di trasformare la loro passione in un lavoro, ovvero lavorare nella comunicazione della moda. Ma ai nostri corsi si iscrivono anche persone adulte che vogliono aggiornarsi o mettersi nuovamente in gioco a livello professionale.

Il rapporto con loro è bellissimo, è la parte più bella del lavoro. Infatti, per noi la persona e l’individualità sono al centro, meglio, sono IL centro. Ed è per questo che a Moodart le classi sono volutamente piccole.

Questo ci consente di mantenere con gli studenti rapporti molto stretti, che vanno aldilà delle dinamiche tipiche delle scuole. Il percorso che decidono di affrontare in Moodart è un percorso condiviso: noi lo facciamo insieme a loro perché ci interessa, davvero, veder realizzati i loro sogni.

Insegniamo con competenza, ma anche con calore

Loro sono un po’ quello che eravamo noi due quando abbiamo sognato di aprire questa scuola. Ci identifichiamo nelle loro speranze, condividiamo le loro difficoltà, i loro progressi e il loro successi.

Infatti, il rapporto non finisce con l’uscita dalla scuola: Moodart resta un punto fermo per tanti di loro anche negli anni a venire. Molti vengono a trovarci, ci raccontano le esperienze che stanno vivendo, si sentono a casa – e tutte le volte che ne hanno voglia sanno che la porta è aperta. Questa sensazione di grande famiglia è una delle caratteristiche che ci contraddistingue: crediamo fermamente che si possa fare bene, insegnare bene, mantenendo una componente umana molto forte.

Siamo cresciute insieme alla scuola, passo dopo passo

La verità è che non abbiamo pianificato un approccio, la scuola è nata come un desiderio personale ed è cresciuta insieme agli studenti. Abbiamo iniziato con un corso, una stanza e due computer, e ora siamo in questa splendida sede (un loft che sembra di stare a New York, ndr).

La nostra forza è stata fin dall’inizio cercare di fare le cose per bene, avendo rispetto per chi si affidava a noi. I ragazzi si identificano in noi e noi in loro, semplicemente. L’assenza di approccio è stato il miglior approccio.

Cosa ci ha dato più soddisfazione? Fortunatamente abbiamo tanti esempi: i tanti ragazzi che hanno trovato lavoro nel settore moda (ogni anno diamo la possibilità a quasi 200 ragazzi e ragazze di entrare nel mondo del lavoro), le loro famiglie che si sono fidate di noi anche quand’eravamo molto meno strutturati di oggi.

La moda sembra un settore meno concreto di altri, ma noi abbiamo dimostrato che lo è molto più di quello che sembra. E lo abbiamo dimostrato con i fatti perché il nostro placement è altissimo, per alcuni corsi sfiora il 98%. Ricevere i ringraziamenti delle famiglie, anche di quelle più titubanti, è estremamente gratificante.

Vedere professionisti già affermati (art director, stylist e fotografi) desiderosi di lavorare con noi ci ha fatto capire che eravamo sulla strada giusta. Credo vedessero la nostra energia e l’assoluta ricerca della qualità senza compromessi.

Le aziende vogliono persone capaci, non solo titoli

Le difficoltà che nascono riguardano talvolta il settore moda. Inoltre siamo una scuola privata e non una statale, e a volte questo può essere uno scoglio. Però il mondo del lavoro sta cambiando e oggi una laurea non è più sinonimo di certezza lavorativa.

Oggi un’azienda vuole persone preparate che sappiano fare qualcosa concretamente e questo è il metodo su cui si fondano i corsi di Moodart: teoria e tanta, tanta pratica. Il collegamento con il mondo del lavoro per noi è fondamentale: manteniamo strette relazioni con le aziende, ascoltiamo il mercato e proponiamo dei corsi che hanno potenzialità di inserimento altissime. E le aziende ci premiano, tanto che organizziamo un Career Day, in cui sono i responsabili delle risorse umane delle aziende che vengono da noi, nelle nostre aule, per incontrare i ragazzi, fare dei colloqui – che in molti casi diventano vere occasioni di lavoro.

Un altro punto di forza è la visione internazionale, per questo i nostri studenti hanno molte ore di inglese e fanno tutti un workshop all’estero: Parigi, Londra, New York e quest’anno San Francisco.

Imprevisti, voli cancellati e notti in bianco: ci hanno insegnato tanto

Ci sarebbero tanti episodi da raccontare! Durante i primi workshop all’estero – se gli studenti sapessero i retroscena -, succedevano imprevisti che abbiamo sempre risolto rimanendo lucide e positive. Adesso ci ridiamo su, ma sono stati momenti difficili che ci hanno insegnato tanto: disdette all’ultimo momento prima di una partenza per Los Angeles, aerei bloccati da una tormenta di neve a Londra, problemi logistici prima di un’inaugurazione e nottate nel panico.

Conosci il tuo cliente, prima ancora del tuo prodotto

A chi vuole creare una relazione duratura con i propri clienti suggeriremmo, se non lo fa già, di cercare di mettersi nei loro panni. Curare sì la qualità del prodotto, ma non concentrarsi solamente sul prodotto da vendere – nel nostro caso fare il corso più bello del secolo -, bensì ascoltare e capire le esigenze del cliente.

Le strategie servono, ma l’etica, la verità e la spontaneità pagano. Il nostro è un approccio reale, sincero, e le persone lo sentono. Prima di concentrarsi sull’evoluzione del prodotto, bisogna comprendere a chi serve questo prodotto e perché. Se conosci bene il tuo cliente e risolvi una sua necessità, allora non hai più bisogno di vendere a tutti i costi perché saranno loro stessi a chiederti di acquistarlo.


La scuola che avremmo voluto frequentare: sogni, etica e risultati

C’è qualcosa di profondamente autentico in chi costruisce un progetto mettendo la relazione con le persone al centro. La storia di Elisa e Marika ci ricorda che fare impresa non significa solo creare un buon prodotto o servizio, ma dare valore reale ai sogni, alle attese e alla fiducia di chi si affida a te.

Ecco cosa possiamo imparare da loro:

  • dimostra con i fatti: i tuoi clienti vogliono vedere i risultati, non solo promesse
  • investi nella relazione umana: resta un punto di riferimento anche dopo la fine di un progetto
  • fai le cose per bene: il rispetto per chi si affida a te si vede nei dettagli
  • conosci chi hai davanti: prima del prodotto, chiediti a chi serve e perché
  • l’etica si sente: strategia e autenticità possono (e devono) convivere.

Ho conosciuto Elisa alcuni mesi fa a un corso di formazione. Abbiamo trascorso tutta la giornata insieme, anche il viaggio di andata e ritorno di un paio d’ore, e non abbiamo mai smesso di parlare.
Quella tra lei e Marika è prima di tutto una storia di amicizia: due ragazze trentine che si conoscono all’università, condividono la passione per la moda, l’arte e la comunicazione, fanno esperienze tra Londra, San Francisco e Sydney, e non si perdono mai di vista. Sei anni fa si ritrovano a Verona e coronano il loro sogno: una scuola nella comunicazione per la moda, Moodart.


Elisa e Marika ci dimostrano che si può fare impresa mettendo davvero al centro le persone, i loro sogni e il loro potenziale. Se anche tu vuoi costruire una relazione forte con i tuoi clienti, partendo dall’ascolto e dal rispetto, scrivimi. Parliamo di clienti, sul serio.